Spaghetti Western: How my Father Brought Italian Food to the West

by Maria Cioni

Spaghetti Western racconta la storia di Genesio (Gene) Cioni, della sua famiglia, della sua comunità e dei piatti che lo resero celebre durante i favolosi anni ’50, quando fece conoscere la cucina italiana a Calgary.

La storia di Gene è l’esempio perfetto di successo di un immigrato, narrata con talento e sensibilità dalla figlia Maria Cioni. Gene aveva appena 16 anni quando arrivò da Antrodoco, in Abruzzo, trovando una comunità italiana vivace e unita nella Calgary in piena espansione degli anni ’20. Fu proprio in questa insolita città di frontiera che Gene abbandonò la professione di barbiere per seguire la sua passione per il cibo e la cucina, facendo la gavetta – da aiuto-cameriere a cuoco – fino a diventare uno dei primi chef celebri del Canada occidentale.

Insieme alla moglie Martha, Gene aprì il primo ristorante italiano di Calgary. I ricordi di Maria, cresciuta in una famiglia di ristoratori, sono autentici, ricchi di dettagli e profondi, e fanno rivivere i sapori e le preziose tradizioni che hanno arricchito la vita della sua famiglia.

Il libro include le ricette di alcuni dei piatti preferiti del padre – la sua salsa segreta per spaghetti (per cento persone), le polpette, la polenta, le lasagne, gli gnocchi – oltre ai segreti del suo metodo originale per cucinare le bistecche T-bone di Calgary e della sua famosa insalata di acciughe, senza dimenticare come fece scoprire la pizza alla sua variegata clientela.

Gli immigrati italiani si scontravano spesso con discriminazioni e sospetti, soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale, quando venivano classificati come “nemici stranieri”. Per Gene e sua moglie Martha, di origini tedesco-americane, la situazione era doppiamente difficile. In risposta, si impegnarono a fondo per garantire che nei loro ristoranti non vi fosse alcun tipo di pregiudizio. Il locale di Gene era un punto di ritrovo per personaggi del calibro di Sugarfoot Anderson, Stu Hart, Duke Ellington e Primo Carnera, oltre che per l’élite cittadina – imprenditori, campioni dello sport e politici – ma Gene trovava sempre posto nel suo ristorante, e nel suo cuore, per gli immigrati che avevano bisogno di una mano.

Di Cioni

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